«Non c’è sesso senza amore»

Questa mattina Paolo, il barista – che, oltre a prepararmi l’espresso delle 8, ha l’indubbio merito di seguire questa pagina – lancia la sfida: «Ma Venditti ha detto che ʿnon c’è sesso senza amoreʾ e tu mi sembra dica altro».

E questo favella mentre mi serve il caffe. Il mio cervello, attivato in modalità «gustare», giocoforza si deve piegare alla modalità «pensare». E sì, perché alle 8 di mattina (e forse sempre) a un uomo non si possono chiedere prestazioni multitasking. Poso la tazzina, ascolto il debito di riconoscenza che devo Venditti per aver punteggiato con i suoi testi e il suo particolare timbro la mia vita amorosa e… no! Non ha ragione. Per quanto lo possa apprezzare, non lo seguo.

Il sesso, infatti, si articola con l’amore, ma non ne è il figlio e neppure il genitore. E quindi esiste «il sesso senza amore», e questo senza scomodare quello mercenario.

È vero però che l’amore fa un dono al sesso: gli permette di non essere fine a se stesso poiché, consentendogli di esprimersi al suo interno, rompe la tendenza, tipica del «sesso senza amore», ad alzare il tiro, a estremizzare sempre di più l’oggettivizzazione del partner per tenere alto il desiderio sessuale. Insomma, il sesso senza amore rischia di tracimare nella perversione o precipitare nella noia. Ecco il dono dell’amore al sesso. Quindi il sesso senza amore c’è, ma è conveniente per il sesso esprimersi all’interno dell’amore.

Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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