Ora finisce sotto accusa pure Biancaneve

L’attacco woke ha messo nel mirino il «bacio non consensuale» del classico Disney datato 1937. Come è possibile che, tutti noi, non si sia capito? Per generazioni abbiamo creduto in quel bacio. In quel bacio era contenuta la speranza della forza dell’amore. Ci sembrava e ci piaceva credere che il nostro amore potesse inserirsi nel registro dell’infinito, del «per sempre», e il principe innamorato era lì, con il suo gesto, a raccontarci che l’impossibile era in qualche modo possibile; che l’amore, almeno qualche volta, sa bucare il muro della miseria della vita. Abbiamo anche comprato il DVD di Biancaneve, convinti che fosse cosa buona far intendere ai nostri figli che l’amore è una carta che nella vita va giocata. Pazzi romantici o inconsapevoli fascisti, alla meglio abbiamo preso frasche per fiaschi; sì, perché credevamo di assistere al trionfo dell’amore, invece era in scena un abuso. Pare che il principe abbia fatto i comodi suoi baciando Biancaneve in assenza del suo consenso. Inoltre, volendo essere più realisti del re, il principe sarebbe pure in odore di necrofilia, atteso che la bella, quando profanata dal bacio, giaceva esanime nella sua bara di cristallo. Come abbiamo potuto essere così ottusi?

Per fortuna Katie Down e Julie Tremaine, firme del modesto quotidiano online San Francisco Gate, hanno messo a nudo ciò che il sonno della ragione ha velato per decenni e, in occasione dell’inaugurazione a Disneyland di un’attrazione dedicata all’abusata, dalla tribuna del loro giornale hanno arringato alla diseducatività della faccenda, equiparata a un sopruso di genere e auspicandone la definitiva censura. Parole loro: «Lui la bacia senza il suo consenso, mentre lei dorme, il che non può essere vero amore se solo una persona sa che cosa sta accadendo. Non siamo ancora d’accordo sul fatto che il consenso… sia una questione importante? Che insegnare ai bambini a baciare senza che entrambe le parti siano disposte a impegnarsi non va bene?». E ancora incalzano: «È difficile capire perché la Disney nel 2021 scelga di continuare a proporre una scena con idee così antiquate su ciò che un uomo può fare a una donna… Perché non reimmaginare un finale diverso?». 

Ammetto che per un momento mi è sembrato d’esser un novello San Paolo sulla via di Damasco. Ho vacillato di fronte al geniale capovolgimento del paradigma comprensivo della vicenda di Biancaneve operato da queste due portavoci del politicamente corretto. Solo un attimo prima avevo baciato mia moglie in fronte, ma stava già dormendo! Come potevo aver scordato il punto del consenso? Confesso la confusione del momento, quel bacio che mi era parso un amorevole viatico al suo sonno era forse il travestimento di un sotteso piacere abusante? La faccenda così posta ci può apparire sciocca ma è anche seria. Anzi serissima. Il numero di messaggi giunti al parco divertimenti affinché il bacio prevaricatore non sia più il coronamento dell’attrazione dice molto sull’umore collettivo. Di fatto, le due giornaliste hanno semplicemente dato parole a un sentire fanatico che in un attimo è strabordato. Già, al vigile controllo del politicamente corretto nulla sfugge e tutta la produzione culturale d’Occidente è già da tempo sotto esame per snidare il razzista, il machista, il fascista che cova tra le pagine delle favole, dei capolavori della nostra letteratura, nei dialoghi di un talk show o di un film. La cultura della cancellazione sta alacremente operando per potare il passato a immagine del futuro che si vorrebbe costruire (al riguardo consiglio di leggere o rileggere 1984 di George Orwell). La pulsione mortifera della «cancellazione» è diventata un incubo da cui non c’è riparo, complice soprattutto l’auto-razzismo d’Occidente. E così tra esternazioni bizzarre e accondiscendenza diffusa la narrativa del politicamente corretto continua indisturbata. Le due giornaliste hanno potuto cambiare i connotati al nostro principe, adesso è meno azzurro e pure ricercato, a ben guardare è un vero criminale. E Biancaneve? Beh lei continua a dormire vegliata dalle guardiane del MeToo e dai paladini della giustizia di genere. Già, ora che la natura prevaricante della relazione dei nostri due eroi è stata disvelata e finalmente spurgata dagli infetti e incandescenti detriti dello scontro/incontro tra i sessi; ora che l’infingarda illusione del «per sempre» è stata espulsa dalla ossessionata pressione dei diritti di genere; ora che la burocrazia del consenso ha insterilito il magma emotivo e politicamente scorretto della relazione, l’amore è morto!

L’amore, infatti, non è una transazione pacata, rispettosa e alla fine sterile tra le parti come vorrebbe la narrazione del politicamente corretto; no, l’amore è altro, è donare all’amato il «vuoto» che la sua venuta ha aperto in noi, nel senso che se lui non c’è per noi non è più come prima. Movimento non facile, che se avviene lega ma suscita desideri, paure, ansia, invidia, gelosia, cioè emozioni estranee alle algide logiche del politicamente corretto che, indossati i paraocchi della giustizia di genere e razziale, tracima volentieri il ribollente pentolone dell’amore. Quindi no! Il principe non è un impostore e neppure un criminale sessuale necrofilo; al contrario, nel gesto di inchinarsi innanzi a Biancaneve e baciando lei morta, lui le si consegna; il gesto contiene la potenza simbolica del «vuoto» che lei ha scavato in lui e che lui dichiara a sé, e a noi spettatori nel momento del bacio.

Ecco il cristallino movimento dell’amore che il principe incarna accettando in lui il «vuoto» della mancanza di lei. È un movimento profondo, intenso e drammatico, a confronto del quale la narrativa delle due giornaliste è stucchevole e dichiaratamente tesa a sbugiardare il presunto inganno dell’amore; non stupisce perché ogni dittatura – e il politicamente corretto non è che una dittatura del pensiero – non tollera la passione dell’amore che per sua natura è renitente a ogni volontà soggiogante. Quindi, se Biancaneve continua a dormire in attesa che le si riscriva un finale nuovo e sciatto, è meglio che noi si stia in campana e si continui a guardare, e a far guardare, l’originale. Nessuno tocchi il principe! Perché l’amore non può essere sacrificato sull’altare dell’incolore burocrazia del consenso. Provate a spiegarlo ai vostri figli, altrimenti ci addormenteremo tutti come Biancaneve; ma allora non ci saranno principi a risvegliarci, perché il principe che è in noi, nel frattempo, lo avremo già giustiziato.   

CR