Dichiarare la dipendenza per eluderla

Vi sono persone che temono la dipendenza dall’Altro al punto da diventare dipendenti da persone che, così come loro, sono impaurite dall’idea di dipendere da qualcuno. E poco importa se ciò genera sofferenza o confusione. Devono coniugare il loro bisogno di essere in relazione con la garanzia che questa, se spazzata via dalle contingenze della vita o dal lavoro certosino delle loro difese nevrotiche, non lascerà strascichi di sofferenza emotiva, come probabilmente è già accaduto in passato.

Costoro in psicoterapia sembrano non poter fare a meno del terapeuta, sembrano insomma dipendenti da lui, e anzi lo dichiarano. Ma è un movimento che cela una strategia inconscia dove la dichiarata dipendenza non è che il cavallo di Troia per sabotare l’azione terapeutica che, se mai risultasse efficacie, esporrebbe il paziente alla dipendenza «buona», quella riconoscente, quella per cui la presenza o l’assenza dell’altro fa la differenza. Il paziente si troverebbe a fare i conti con lo scandalo di un’affettività che da tempo ha deciso di non ascoltare e dalla quale si protegge dichiarando la dipendenza dal terapeuta o dalla terapia ma operando in realtà sotto traccia per renderla inefficace. Infatti, come detto, se questa sortisse il suo benefico effetto determinerebbe nel paziente l’esperienza della vera dipendenza, quella per cui il cambiamento è avvenuto insieme a un Altro (il terapeuta e la relazione terapeutica) a cui ci si è consegnati, probabilmente in un momento di debolezza, per essere aiutati. Meglio quindi dichiararsi dipendenti dalla terapia piuttosto che aprirsi a un cambiamento.

Il terrore della dipendenza del resto è una delle cifre del nostro tempo, che aborre la sottolineatura della nostra mancanza a essere che fa segno al contempo del nostro bisogno e della nostra paura del bisogno dell’Altro.

CR

 

 

 

 

 

Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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