Liafensina e depressione

Un recente studio clinico internazionale ha testato un farmaco innovativo, la liafensina, su pazienti con depressione resistente ai trattamenti. La particolarità? Non tutti i pazienti, ma solo quelli portatori di una variante genetica specifica, il gene ANK3.

I risultati sono sorprendenti: nei pazienti «selezionati geneticamente» la liafensina ha ridotto i sintomi depressivi in modo significativo, con miglioramenti già dopo una sola settimana. E senza alcuni degli effetti collaterali gravi che conosciamo in altri trattamenti disponibili.

Perché è importante? Perché questo è il primo studio in psichiatria guidato con successo da un biomarcatore genetico. Significa che, in futuro, la cura della depressione potrebbe diventare sempre più personalizzata, basata non solo sulla storia clinica ma anche sul profilo genetico del paziente. Un passo verso la cosiddetta medicina di precisione, che promette di trasformare la psichiatria come già sta accadendo in oncologia o in cardiologia. Non siamo ancora all’applicazione quotidiana – servono altri studi e conferme – ma la direzione è chiara: meno tentativi a vuoto, più trattamenti su misura.

CR