L’amore e il desiderio sessuale non sono la stessa cosa

Ci aspettiamo che l’amore sia alimentato dal desiderio. Anzi, tendiamo a credere che amare qualcuno significhi inevitabilmente continuare a desiderarlo sessualmente con la stessa intensità degli inizi. Quando questo non accade, molti concludono che l’amore sia finito o che la relazione abbia perso qualcosa di essenziale. Ma forse è utile partire da una constatazione meno romantica e più realistica: amore e desiderio sessuale non coincidono e, per certi aspetti, sono strutturalmente in tensione tra loro.Il desiderio sessuale vive infatti della mancanza. Non si nutre di ciò che possiede, ma di ciò che continua a sfuggirgli. È attratto da ciò che non è ancora completamente disponibile, da ciò che conserva un margine di mistero, di imprevedibilità, di alterità. Per il desiderio vale sempre la logica del «questo non è ancora quello»: ogni volta che raggiunge il suo oggetto, una parte di esso tende a spostarsi oltre, verso un nuovo altrove. Non perché sia insaziabile in senso patologico, ma perché il suo movimento consiste proprio nel non poter coincidere pienamente con ciò che possiede.L’amore percorre una strada diversa. Amare significa poter dire «questo è quello», riconoscendo nell’altro una presenza unica, insostituibile e irriducibile. Non perché l’altro soddisfi ogni nostra mancanza, né perché incarni un ideale di perfezione, ma perché smettiamo di inseguire in lui la soluzione ai nostri bisogni e iniziamo a riconoscerlo nella sua alterità. L’amore non cerca un oggetto da consumare, ma un soggetto con cui condividere un’esistenza.Ed è proprio qui che nasce una delle grandi sfide della vita di coppia. Il desiderio ha bisogno di una certa distanza, mentre l’amore tende naturalmente a ridurla. L’intimità, la fiducia, la quotidianità, la prevedibilità e la sicurezza sono il terreno su cui l’amore cresce, ma sono anche gli elementi che possono rendere più difficile l’emergere di quel senso di scoperta e di sorpresa di cui il desiderio sessuale si alimenta.Questo significa forse che l’amore sia destinato a spegnere il desiderio? Non necessariamente. Significa piuttosto che il desiderio non può essere considerato una semplice conseguenza dell’amore. Ha una logica propria, diversa da quella dell’amore, e proprio per questo richiede di essere custodito. Non si mantiene vivo per inerzia, né può essere imposto con la volontà. Ha bisogno che ciascuno continui a esistere anche come altro per l’altro, senza essere completamente assorbito dalla relazione.Molte coppie, senza accorgersene, trasformano il legame in un luogo dove ogni differenza viene progressivamente annullata. Condividono tutto, sanno tutto l’uno dell’altro, si organizzano come una perfetta squadra. Tutto questo può rafforzare enormemente l’amore, ma non necessariamente il desiderio. Quest’ultimo ha bisogno che nell’altro rimanga qualcosa che non sia del tutto disponibile, qualcosa che continui a sorprenderci e a ricordarci che la persona che amiamo non coincide mai completamente con l’immagine che ne abbiamo costruito.Forse amare significa proprio questo: imparare a custodire il desiderio senza pretendere che sia l’unica misura dell’amore, e continuare a scegliere l’altro anche quando il desiderio, come è nella sua natura, cambia forma, attraversa momenti di maggiore o minore intensità o cerca nuovi modi di esprimersi.La maturità di una relazione non consiste allora nell’eliminare la tensione tra amore e desiderio, ma nel saperla abitare. Accettare che parlino linguaggi diversi significa rinunciare all’illusione che uno possa garantire automaticamente l’altro. Ed è forse proprio questa consapevolezza che permette alla coppia di continuare a cercarsi, anche dopo essersi trovata.

CR