Che cosa tiene insieme una coppia?

Quali siano i mattoni e la malta di una relazione può essere soggettivamente ovvio, ma scientificamente non è scontato. È vero che ognuno è di sé, in qualche misura, un esperto. Infatti la maggior parte di noi ha elaborato teorie su quale sia la materia che assicura la tenuta di una coppia. Idee che sono per lo più figlie di amori, disgraziati o riusciti, che si sono condensati in cornici interpretative, talora ciniche e talaltra prudenti o fiduciose. Come sia, queste cornici comprensive sono prodotti di esperienze personali e in quanto tali non hanno carattere generale. Nel tentativo di dare una risposta «scientifica» alla questione dobbiamo chiederci se la ricerca ci venga o meno in aiuto, ovvero se esista un carattere più generale che trascende le nostre verità soggettive. Soprattutto nei paesi anglofoni, vige una tradizione di analisi sulla relazione di coppia di cui qui vi riassumo qualche linea confacente al nostro scopo.

In generale questi studi suggeriscono che un clima d’attenzione all’esperienza emotiva del compagno, di mutuo supporto, di sincerità e giocosità costituirebbero «i mattoni e la malta della casa della coppia». E il sesso? Il discorso sul sesso è particolare. È riconosciuto che una buona interazione sessuale avrebbe una funzione di compenso nella coppia in cui è carente la competenza comunicativa. Insomma, là dove il ponte dell’intimità traballa, la via del sesso è un percorso alternativo per consolidare la percezione di una soddisfacente relazione di coppia. Alcuni studi hanno evidenziato che una soddisfacente vita sessuale tamponerebbe le crepe relazionali generate dai problemi emotivi o temperamentali di uno o entrambi i partner. Ecco allora che la ricerca ci aiuta a capire alcune cose interessanti. Intanto che una coppia capace di comunicare in modo intimo può sopravvivere ai marosi di una disfunzione sessuale. Per questa coppia la comunicazione è mattone e malta e il sesso un’esperienza importante, gratificante, ma non fondante.

Ne sono testimonianza quelle coppie che, pur con una sessualità ridotta nel tempo, continuano ad avere una percezione positiva del loro legame. Vi è poi il secondo aspetto che ci spiega invece la tenuta di coppia di soggetti problematici e con fragili competenze comunicative. Per questi, secondo le ricerche, sarebbe il sesso a subentrare alla carenza dei mattoni e della malta dell’efficace comunicazione. Ma una soluzione vale l’altra? Non per la mia esperienza. In quest’ultima configurazione relazionale intravedo il rischio dell’abuso sessuale. Le coppie che in mancanza di comunicazione hanno imparato che tutto – anche ciò che va male – si risolve a letto corrono il rischio di fare sesso in momenti della loro vicenda attraversati da un eccesso di aggressività e inciampare in questi casi nel precipizio dell’abuso non è un’eventualità remota.  

CR