Uomini che maltrattano le donne: in ciò che li rende problematici sta la ragione del loro fascino

Sono stato invitato al Salone del Libro di Torino per parlare di «amore e odio», in particolare di come e quando questi si declinano nella relazione. Inevitabilmente dopo poco si è scivolati sull’attualissimo tema del maltrattamento delle donne. Di questo argomento, che ha anche importanti e radicate implicazioni culturali, desidero qui dar traccia per quanto concerne le sue peculiarità psicologiche. Esistono infatti uomini che a motivo di queste rischiano di precipitare nella categoria criminale del «maltrattante». In merito c’è una letteratura scientifica abbastanza estesa che delinea grosso modo quattro configurazioni critiche di personalità a rischio per maltrattamento: la configurazione narcisista, quella borderline, quella ossessiva e infine quella psicopatica. A questa terminologia tecnica siamo ormai abituati, è entrata nel lessico comune e anche gli esperti, quando intervistati, la utilizzano in modo disinvolto, come se a tutti fosse chiara l’implicazione di tali designazioni. Ma quali sono i comportamenti, gli stili di pensiero e i deficit emotivi e relazionali che caratterizzano queste quattro configurazioni di personalità da cui le donne debbono guardarsi?

Iniziamo dalla più comune, quella narcisistica. Tre sono gli elementi distintivi di questo profilo di personalità: la considerazione di sé in termini di superiorità nella fantasia o nel comportamento; il costante bisogno di ammirazione; la mancanza di empatia (cioè l’incapacità di riconoscere che anche le altre persone hanno desideri, sentimenti e necessità). Il narcisista ha quindi ha una vera ossessione per la propria immagine, necessita di sentirsi ammirato e questo perché è costantemente impegnato nel veder salvaguardata la propria autostima. Alla grandiosità, unicità e superiorità si contrappongono quindi sentimenti di vulnerabilità, insicurezza, fragilità e paura del confronto. Quando questi soggetti si trovano di fronte all’impossibilità di alimentare l’opinione che hanno di sé, quando sono cioè criticati, possono deprimersi oppure reagire con rabbia e disprezzo, e tutto ciò può innescare comportamenti violenti verso chi dice che il re è nudo.

Chi invece è portatore di una configurazione di personalità borderline inciampa emotivamente in ogni situazione relazionale che prefigura un abbandono. Un tradimento o la minaccia di perdere la compagna può innescare la violenza. Infatti questi soggetti hanno difficoltà a tollerare lo stress o a calmarsi quando si sentono in balìa di emozioni negative come rabbia, tristezza, ansia e frustrazione, soprattutto quando incrociano la naturale ambivalenza affettiva della partner. Tutti noi in amore oscilliamo tra l’andare verso il partner e l’allontanarci da questo. È un movimento emotivo ineludibile della relazione d’amore, che mira al per sempre ma è fluttuante nel presente. Il soggetto borderline fatica a tollerare questa ambiguità, che legge come un abbandono, e reagisce con scoppi d’ira, comportamenti autolesivi, tentativi di suicidio e in ultimo reazioni violente contro la partner. Troppo amore, lei pensa. No, è che l’idea d’amore di chi vi ha appena maltrattate prevede che il vostro sentire amoroso sia spurgato da qualsivoglia tentennamento. Ma come è possibile che la tensione d’amore non abbia mai cedimenti?

Il potenziale maltrattante con tratti ossessivi di personalità orienta la sua esistenza in base a certi imperativi: «Devo avere il controllo», «So io cos’è la cosa migliore», «Devi farlo come ti dico io», «I dettagli sono cruciali», «Le persone devono essere criticate in modo da prevenire errori futuri». Costoro sono avari di emozioni positive, ma pronti a volgere l’ansia in rabbia ogniqualvolta si sentono minacciati dalla disorganizzazione e dall’imperfezione del partner, il cui punto di vista non è mai apprezzato. I pensieri, i desideri, le azioni e gli spostamenti del partner sono sottoposti a un controllo pervasivo; sono osservati silenziosamente, poi giudicati e talora apertamente criticati. Ogni aspirazione del partner, anche la più innocua, che esula dal progetto di controllo delle contingenze della vita è interpretata con sospetto e deprecata. Il desiderio del partner è uno scandalo che turba, irrita e angoscia poiché fa segno della sua propensione ad allentare il giogo del controllo. Se una tale pressione evoca la ribellione del partner ciò innesca invariabilmente la minaccia che, diretta o indiretta, si rivolge invariabilmente ai punti deboli della vittima con l’effetto di paralizzarne l’anelito autarchico. Se ciò non basta a domare la ribellione, la rabbia può condensarsi in un atto violento la cui responsabilità sarà immediatamente addossata alla vittima, colpevole di rifiutare testardamente i buoni consigli.

Veniamo ora allo psicopatico, ultimo personaggio di questa infelice galleria di potenziali maltrattanti. Si caratterizza per un’opinione eccessivamente elevata del proprio valore e delle proprie qualità; nelle interazioni con gli altri tende più spesso a mentire e a manipolare per conseguire i propri scopi personali; è carente di emozioni morali quali colpa e vergogna; è freddo o al più teatrale nell’espressione delle proprie emozioni oltre a essere insensibile verso quelle altrui. Questi è il più pericoloso di tutti, perché per lui la compagna vale solo per ciò che gli può fruttare. Lo psicopatico, a differenza degli altri, non ha un punto di debolezza, usa e getta senza alcun rimpianto, perché non ha valori se non uno: vale ciò che mi dà piacere e tutto il resto può essere sacrificato su quell’altare.

Viene da chiedersi come sia possibile accompagnarsi a personaggi di tal fatta. Invero a ognuno di loro non mancano argomenti convincenti. In ciò che li rende problematici c’è anche la ragione del loro fascino. Vediamo per ognuno la qualità della loro vernice di splendore che tanto può, se non su tutte, su molte donne.

Il narcisista, quando è suo agio in un contesto dove riceve l’ossigeno dell’ammirazione, è brillante, affascinante e se voi stesse siete rapite spettatrici della sua messa in scena egli saprà ricompensarvi quando dal palcoscenico passerete al ristorante. Non vi parrà vero che un tal grand’uomo abbia anche un animo sensibile. Vi parrà di aver raggiunto il cielo. Godetevi il momento perché il futuro offre altro. Accade infatti che il narcisista con chi gli appare complice nel suo progetto di elusione della miseria che sente nel profondo – in altro modo con chi è disposto a rapportarsi solo con la sua parte grandiosa – riesce a renderlo partecipe della fragilità sottesa all’uomo sicuro che lo ha prima affascinato. Ora siete in trappola! Avete scambiato la complicità per reciprocità.

Il fascino della persona con tratti borderline di personalità sta nella sua particolarissima capacità di farvi sentire amate come mai è stato. Ciò accade perché questi soggetti tendono a idealizzarvi ancor prima che il rapporto sia inaugurato. Vi sentirete molto volute, se non già amate, poiché vi sarà chiesto di trascorrere molto tempo insieme e di condividere tutto. Se il vostro precedente partner è stato avaro di sentimenti, non sarà difficile cadere nella rete. Quando poi lui vi chiederà di più o avrà da lamentarsi che la vostra devozione non è all’altezza delle sue aspettative vi direte che questa è una lamentela d’amore, la giustificherete e vi sentirete addirittura un po’ in colpa. Come è possibile che, affamate d’amore, ora non ne siate all’altezza? Ecco, adesso la rete della trappola si è chiusa su di voi. Attenzione, perché in una vera relazione d’amore l’accettazione dell’inadeguatezza dell’Altro è una faglia ineludibile, ma in ciò fallisce il soggetto borderline e così accade che l’iniziale sopravvalutazione che vi ha stregate viri nel precipizio della svalutazione, della rabbia e della violenza.

Vi sentite in balia delle contingenze della vita? Ecco allora che l’uomo con marcati tratti ossessivi di personalità ha ottime probabilità di riuscirvi interessante, se non un agognato approdo per voi che da tempo vi dibattete nei marosi dell’amore e del vivere. Lui è la risposta, sa indicarvi la via, non dovrete più preoccuparvi perché sarà lui d’ora innanzi a proteggervi. Avete però comprato la sicurezza spendendo la vostra libertà. Quando vorrete un po’ di aria lui vi farà sentire ingrate, vi racconterà che senza lui siete perse e, se non vi convincerà, gli toccherà fare ciò che il padrone fa con il mulo renitente.

L’attrazione che suscita invece lo psicopatico è del tutto particolare: è disinvolto nella conversazione, pronto nelle risposte, racconta storie improbabili ma convincenti su di sé che lo mettono in buona luce, ma soprattutto lui sa qual è il senso della vita, lui possiede la verità. Tutti noi ci barcameniamo con la verità, viviamo in modo drammatico il rapporto con questa e ogni volta che trasgrediamo l’imperativo della verità ci sentiamo in colpa. Se c’è un aspetto caratteristico e fascinoso dello psicopatico è che questi non conosce il senso di colpa e neanche la vergogna, perché non crede che esita una verità. Pensa che la verità sia una maschera che serve a occultare l’unico interesse che conta, quello del proprio godimento. La vita serve per godere e questo è il senso della vita. È una filosofia che ha particolare fascino al nostro tempo dove si tende a percepire ogni restrizione come illegittima. Ecco la radice del fascino dello psicopatico, che si esercita soprattutto su quelle donne che si muovono nel clima dostoevskiano in cui l’atto trasgressivo genera la colpa. Lo psicopatico è lì a raccontarle con olimpica certezza che sino a ora si è ingannata, la vita è altrove e il suo senso sta in ciò che da essa si può spremere. È una lezione diabolica, riducendo la vita a godimento si trascende ogni forma di legame umano che abbia una durata superiore a quella necessaria per il godimento. Ma lei, desiderosa di sollevarsi dal fardello della colpa, è stata attratta dalla logica dello psicopatico, senza però calcolarne i presupposti e neppure gli esiti. Ha frainteso e ora si ritrova usata, goduta, buttata e più in colpa di quanto già non fosse.

CR


, , , , ,

Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

Continuando ad usae il sito accetti i termini sui cookies. info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi