Le gioie dell’amore

Intervista al Prof. Carlo Rosso a cura di Andrea Bocchi Modrone

Quella sera la potente regina Vittoria era furibonda col proprio regale consorte. Non gli avrebbe certo perdonato quel suo modo scorbutico né il suo ostentato silenzio a tavola… per di più davanti agli altri nobili ospiti. Per contro, il principe non aveva la minima intenzione di sopportare l’atteggiamento saccente della moglie, che amava ma che non tollerava in quei momenti di irrequietudine. Si alzò da tavola e senza dire una parola si chiuse nella sua stanza. Dopo pochi istanti, senza dare spiegazioni ai commensali, la regina d’Inghilterra sollevò l’ampia gon na scura e si diresse negli appartamenti regali. La porta della camera del marito era chiusa. Bussò. Da dentro si udì un energico: «Chi è?». «Sono la regina, aprimi». Nessuna risposta. Vittoria bussò una seconda volta. «Chi è?». «Sono la regina». Totale silenzio. La rabbia iniziale cedette il posto a un misto di timore e senso di avvilimento. Bussò una terza volta. «Chi è?». «Alberto, sono tua moglie, aprimi». La porta cigolò e si aprì. Il principe l’accolse con un bacio e senza parlare pose fine alla discussione in maniera pacifica, regalando all’impero un altro principe.

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  • HOD 29 del Febbraio 2004
  • Gioia

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