Non sarà mica gay?

Chi sono i metrosexual? Vorrei partire da qui per tracciare qualche linea circa i dubbi delle donne sull’orientamento sessuale dei loro uomini e l’assilante questione conseguente: «sarà mica gay?».

Riavvolgiamo il nastro e torniamo ai metrosexual. È un neologismo, coniato nel 1994 dal giornalista del The Indipendent Mark Simpson, usato per far riferimento a una nuova generazione di uomini, eterosessuali, tendenzialmente metropolitani, consumatori di cosmetica avanzata, curati nell’aspetto, appassionati di shopping e salutisti. L’editoria li ha già individuati, e a loro offre numerose riviste dedicate. Qualcuno sostiene, tra le file degli omosessuali, che i metrosexual siano omosessuali inconsapevoli… quindi si tratterebbe solo di aspettare. Mi sembra una lettura di parte dell’esercito omosessuale assetato di adepti da arruolare nella battaglia degli orientamenti in corso nella nostra cultura. Però c’è del vero, perchè la testa di ponte dei metrosexual contiene in sé il germe di una rivoluzione antropologica: sono uomini per i quali la seduzione è divenuta un fattore di identità. La seduzione, non la conquista! Non la conquista glorificata dalla penetrazione, ma la seduzione finalizzata a piacere a donne e a uomini. Per questa sempre più popolosa mutazione culturale del maschile, la seduzione – un tradizionale caposaldo dell’identità sessuale femminile – fa ora identità. Sta diventando centrale in questa nuova tipologia di uomo sedurre e piacere, piuttosto che esibire un pene eretto. Invero, l’ossessione dell’erezione si è attenuata anche grazie al Viagra, che l’erezione la garantisce – esempio di come la tecnologia incida sulla cultura. Ora, e questo è il passaggio cruciale, la seduzione, cioè il piacere a qualcuno finalizzato a se stesso, è un’azione che aspira a contenere lo sguardo ammirato degli altri. Ma per contenere bisogna essere cavi, psicologicamente cavi, e gli uomini, chi meno e chi più, stanno andando in questa direzione. Non è forse questo che da qualche decennio chiede il mondo femminile? Uomini più sensibili, accoglienti, più concavi. E allora? Allora per un uomo diciamo «concavo» l’esperienza del contenimento, anche di un altrui pene, diviene un’esperienza possibile e non più scandalosa, che non mette in discussione la sua identità «maschile». Ecco il piano inclinato su cui camminano questi uomini sotto gli sguardi attoniti delle loro compagne.

A motivo di tutto ciò anche la suddivisione degli orientamenti sessuali, che ci ostiniamo a mantenere, appare un debole registro interpretativo della nuova realtà che mi appare avviata sulle sponde della bisessualità. E ciò porterà nuovi problemi, perché l’amore, quello tradizionale, quello che vuole durare, continua a significarsi anche attraverso la fedeltà, cosa che fa a pugni con la bisessualità.

(2020 studio di Milton a casa)

CR

 

Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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