Non c’è amore se non c’è sesso

«Non c’è amore se non c’è sesso». È un’affermazione perentoria che alcuni si sentirebbero certamente di sottoscrivere, ma è un’affermazione che porta fuori strada. È vero che siamo cresciuti – chi più, chi meno – con l’aspettativa che il sesso, nell’amore, ne sia il figlio naturale. Eppure «non c’è amore se non c’è sesso» è una formula scellerata, in apparenza convincente ma generatrice di incaute valutazioni della qualità della nostra relazione d’amore.

Perché l’amoree non sto parlando di quella passione totalizzante che spezza la trama della nostra esistenza, l’innamoramento ha una sua vita, radici e ragioni proprie rispetto alla dimensione del sesso. Certo, il filo rosso della passione sessuale spesso si intreccia con il discorso dell’amore e, se questo legame si sfilaccia, abbiamo ragione a dispiacercene, ma non di meno sono due cose diverse. Vi è una disgiunzione netta tra il sesso e l’amore.

Quest’ultimo è aperto alla scena del «Due». Amare significa avere la capacità di produrre «procedure di verità sul Due», sacrificando l’Uno che noi siamo. Nell’amore bisogna transitare dal nostro individualismo al riconoscimento della soggettività del partner, bisogna ripartire dalla differenza liberandosi dal nodo scorsoio dell’autorispecchiamento. L’amore per compiersi non può che accettare l’alterità e le differenze che porta in dono, riscoprendo ogni giorno punti di incontro e ragioni di complicità. L’amore non è solo nella decisione di amare e nella buona volontà di fare andare le cose per il giusto verso, l’amore è in un movimento vertiginoso in cui ci si apre all’Altro per andare più a fondo di se stessi e poi all’Altro consegnarsi. In questo movimento reciproco è contenuta la possibilità dell’amore, ovvero di un legame tra l’Uno e l’Altro.

Il sesso è un’altra cosa. Voglio dire che la passione sessuale esige che colui verso il quale abbiamo deposto le nostre difese psicologiche e che abbiamo elevato a rango di soggetto con cui impegnarsi nella costruzione di una procedura di verità sul Due, ritorni a essere per il tempo della passione sessuale un estraneo con cui non si viene a patti. Il sesso per vitalizzarsi pretende e si mantiene in una coppia a patto che la frontiera che separa l’uno dall’altro venga al momento opportuno ritracciata, esacerbata ed esibita. Questo è un movimento opposto all’amore. È così, bisogna essere capaci di creare amore ma non si può vivere costantemente in esso, pena lo smarrimento della possibilità di erotizzare il nostro amato.

Le implicazioni che seguono alla posizione che ognuno di noi assume in merito all’affermazione «non c’è amore senza sesso» sono pertanto tutt’altro che marginali nell’economia della nostra vicenda relazionale. Infatti, se voi appartenete alla «chiesa» di coloro che vedono nella passione sessuale la cifra dell’amore, ciò significa che forse non avete idea di che cosa questo sia veramente  e la conseguenza negativa è che inizierete a osservare con occhio sospetto la vostra relazione se sta zoppicando dal punto di vista sessuale. Risultato? Sarete portati a valutare negativamente non solo la vostra sessualità, ma metterete anche in discussione tutto l’impianto della relazione d’amore. Se invece appartenete a coloro che ammettono vite proprie all’amore a alla passione sessuale, sarete nella condizione favorevole di guardare alla vostra intorpidita sessualità. E questo perché non la vivrete come la fine del vostro amore, ma come qualcosa che è venuto a mancare a questo e di cui voi legittimamente sentite la mancanza e la nostalgia. Ecco, quest’ultima modalità di porsi rispetto al problema è quella più utile e costruttiva, in cui è possibile organizzare efficaci operazioni di recupero della passione sessuale, sia da soli sia con l’aiuto un esperto.

Riaccendere la scintilla del desiderio in una relazione d’amore è dunque possibile e non è in senso stretto un problema di età, carattere, cultura ma certamente di atteggiamento verso il problema e verso la richiesta di aiuto. Questo perché a fronte dello smarrimento del desiderio la qualità della comunicazione di coppia si insterilisce per vergogna, pudicizia, risentimento, paura. In questo caso un aiuto esterno competente può aiutare nel ridurre il precipizio di solitudine in cui i due protagonisti sono caduti, pur magari provando a confrontarsi.

CR

Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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