Maltrattare le donne

Sono stato invitato al Salone del Libro di Torino per parlare di “amore e odio”, in particolare come e quando questi si declinano nella relazione. Inevitabilmente, dopo un po’, si è scivolati sull’attualissimo tema dei maltrattamenti alle donne.

Di questo argomento, che ha pure importanti e radicate implicazioni culturali, desidero qui dar traccia per quanto concerne le sue peculiarità psicologiche. Esistono, infatti, uomini, che a motivo di queste, rischiano di precipitare nella categoria criminale del maltrattante. In merito c’è una letteratura scientifica abbastanza estesa  che delinea grosso modo quattro configurazioni critiche di personalità a rischio per maltrattamenti: narcisista, borderline, paranoico e psicopatico.

A questi termini ci siamo ormai abituati, sono entrati nel lessico comune, e, pure gli esperti, quando intervistati, li utilizzano come se a tutti fosse chiara l’implicazione di una tale designazione. 

Ma quale è davvero la debolezza, il minus, la fragilità umana sottesa a questi termini? Quali sono le anomalie relazionali, implicite in questi quattro termini, da cui le donne debbono guardarsi.

Iniziamo dal più comune, il tratto narcisistico. Colui che lo detiene è affetto da un eccessivo bisogno di ammirazione e di veder salvaguardato il punto dell’autostima; tutto ciò che incide su questa può innescare il maltrattamento.

Chi è portatore di un tratto borderline inciampa emotivamente in ogni situazione che prefigura un abbandono. Un tradimento, o peggio la minaccia di perdere la compagna può innescare la violenza.

Il tratto paranoico definisce quei soggetti tesi al controllo pervasivo dei pensieri e degli spostamenti della compagna e all’inclinazione nel rileggere con sospetto ogni sua aspirazione, anche la più innocente. E, siccome, le donne sono esseri pensanti e desideranti, ciò è sufficiente a innescare l’irritazione del paranoide che, se incrocia il comprensibile risentimento della compagna, diviene violenza.

E veniamo all’ultimo, allo psicopatico. Questi è il più pericoloso di tutti perché per lui la compagna vale solo per ciò che gli può fruttare. Lui, a differenza degli altri, non ha un punto di debolezza, usa e getta senza alcun rimpianto perché non ha valori se non uno: conta ciò che gli dà piacere e tutto il resto può essere sacrificato su quell’altare.   

 

CR


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Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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