L’uso di cannabis in età adolescenziale e lo sviluppo di disturbi mentali in età adulta

Una cena a Milano in Brera, ospite di una famiglia molto agiata di imprenditori. La padrona di casa racconta compiaciuta di essere andata con i figli ad Amsterdam e di aver fumato con loro marijuana, «così per anticiparli, per fare una cosa insieme, per avere una specie di controllo su qualcosa che comunque faranno e quindi…». Tale trovata suscita un generico consenso tra i commensali. «A me non sembra un’idea brillante.» Pronuncio questa frase, che come una lama trancia l’atmosfera politicamente corretta della tavolata e mi esilia da quella – per altro piacevolissima – magione. Ma perché non è un’idea brillante comportarsi con i figli in modo così disinvolto? Le ragioni sono diverse, ma voglio dire qualcosa sulla più insidiosa, ovvero l’associazione tra consumo di cannabis in età adolescenziale e sviluppo di gravi disturbi mentali in età adulta.

Una recente ricerca pubblicata sull’autorevole rivista scientifica Schizophrenia Bullettin (impact factor 6.944-2017/18) indica l’uso di cannabis in età adolescenziale come un fattore di rischio per lo sviluppo di schizofrenia in età adulta. Questo non per tutti, ma per gli individui più vulnerabili che hanno un particolare polimorfismo del gene che controlla la produzione della Catecol-O-Metil-Transferasi, uno degli enzimi che degrada le catecolamine. In parole semplici ciò starebbe a indicare che la cannabis aumenta il rischio di psicosi quando su una certa predisposizione genetica interagiscono alcuni fattori ambientali. Il contesto urbano, l’abuso in età infantile, lo stress sono stati individuati come fattori ambientali che, insieme alla cannabis e in presenza della suddetta predisposizione genetica, aumentano la probabilità di sviluppo di sintomi psicotici. Un’altra ricerca ha inoltre evidenziato che, tra coloro che hanno manifestato sintomi psicotici durante l’utilizzo di sostanze stupefacenti (cannabis, allucinogeni, amfetamine, alcool, oppioidi, sedativi), quelli che avevano utilizzato cannabis avevano una più alta probabilità di evoluzione in un Disturbo dello Spettro Schizofrenico rispetto agli altri consumatori.

Che morale traiamo dalle evidenze scientifiche? Se da un punto di vista epidemiologico l’associazione tra uso di cannabis in età adolescenziale e psicosi è relativamente rara, un significativo sottogruppo di adolescenti sviluppa sintomi psicotici mentre ne fa uso, che possono degenerare nel tempo in un disturbo schizofrenico. Questi sfortunati sono probabilmente portatori di una vulnerabilità genetica, che in futuro verrà meglio definita e magari anche misurabile. Ma per adesso non è così, quindi ogni adolescente che fa uso di cannabis e ogni genitore che fa finta di nulla o che come la mia ex amica si compiace di fumare con i figli deve essere consapevole del rischio connesso a tale pratica, poiché nessuno oggi può a priori avere la certezza di esserne esente. E quando compare un disturbo dello spettro schizofrenico è tardi, lo si cura certo, ma la partita di quella giovane esistenza risulta già compromessa alla soglia della vita adulta.

CR


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Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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