La tendenza suicidaria dei «non voluti»

Lo sappiamo tutti, ci sono bambini che non sono stati voluti eppure sono arrivati. Sono figli del caso, della lussuria, della sottovalutazione, della superficialità. Molti adulti in terapia raccontano di essere in questo mondo non perché desiderati ma semplicemente perché «venuti». Ora, questo differente esordio alla vita fa la differenza? Fa la differenza rispetto a chi sa di essere stato pensato, desiderato e quindi già vissuto nella mente dei suoi genitori quando non era ancora in vita?

Sì, può fare la differenza. Ho osservato nella mia prassi di terapeuta che nei «non voluti» non è così infrequente riscontrare una latente aspirazione al suicidio. Ne parlano più spesso, lo vagheggiano come soluzione esistenziale e hanno più dimestichezza con l’idea di porre fine all’esistenza, soprattutto quando questa li espone a difficoltà relazionali. Insomma, il pensiero del fuoriuscire dalla vita ricorre nella mente di queste persone più di quanto non accada ai «voluti». È come se fossero restii a entrare nella partita dell’esistenza, in quanto non inscritti in questa da qualcuno che li ha pensati e voluti. Ciò accade perché chi si percepisce non desiderato a priori fatica a inscriversi nel mondo, a sentirsi parte di questo e dunque a partecipare alle sue dinamiche. Se però osserviamo più nel profondo il loro rovello, potremo intendere che proprio in questo loro negarsi affermano di fatto la loro presenza e il proprio esserci. Più si ostinano a uscire dal mondo, più vi si integrano in realtà.

Da questo vertice si intende come tale tendenza suicidaria sia sottesa da una fantasia inconscia secondo cui attraverso il proprio atto di apparente sottrazione si aspira a lasciare un segno eterno. Insomma, una ferita per la quale non si può essere di questo mondo se non attraverso la vertiginosa torsione del «morire per essere». Questo dovrebbe indurci a riflettere sul valore psicologico di un’assunzione responsabile della genitorialità.

CR


, ,

Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

Continuando ad usae il sito accetti i termini sui cookies. info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi