Il Coronavirus e il vuoto di certezze della nostra vita

Mancano tutti i vaccini: manca quello per proteggerci dal coronavirus e manca pure quello per proteggerci dalle nostre paure, per proteggerci dal vuoto di certezze che accompagna la nostra vita e che il coronavirus ha drammaticamente acuito. Si è così frantumata la sottile barriera che ci tutela quotidianamente dal reale della morte. Sino a ieri la morte era degli altri, adesso è la mia. Il virus ha eroso il sofisticato sistema di difese psichiche che tutti i giorni innalziamo contro le contingenze della vita e, ora che la barriera si è disgregata, non ci resta che assistere all’assalto dei supermercati e indossare lo scafandro delle protezioni.

Come sempre l’angoscia suscitata dalla superficie ruvida delle contingenze della vita attiva rituali e individua capri espiatori, in modo da ridurre l’indefinito in un finito circoscrivibile, controllabile e condannabile. Questo è il modo umano di gestire l’angoscia: se il male che porta la morte ha un nome e dei complici allora si può arginare. Ecco perché ogni epoca ha i suoi untori, anche se oggi li chiamiamo «pazienti zero» o li indentifichiamo in chiunque abbia fattezze orientali. Che fare dunque di quel filo di angoscia che ci attanaglia a fronte del vuoto di certezza che il virus discopre? Come non smarrire la bussola della dignità quando non possiamo più velare a noi stessi la nostra vulnerabilità? Camus ci può aiutare, leggete «La Peste». In questo romanzo del 1947 ci propone una via: l’uomo può superare la paura, la disperazione e la solitudine della propria condizione attraverso la rivolta lucida e cosciente contro lo scandalo della possibilità della propria morte con l’impegno e la solidarietà. Il male e il dolore non possono essere spiegati teoreticamente, ma possono essere affrontati con l’etica laica della sincerità individuale e dell’impegno collettivo.

CR

Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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