I figli che fantasticano di uccidere i genitori

Che ci siano figli che fantasticano di uccidere i genitori non è un mistero. Pietro Maso riceve molte lettere di fan di questa pratica immaginata. Ogni tanto qualcuno la incarna e ci ritroviamo sgomenti a fronte dell’incomprensibile.

Mi annoio a leggere le varie analisi che inesorabilmente dissertano sui marcescenti tessuti familiari o sullo smarrimento dei valori. Mi infastidisce perché quei due poveretti “che non volevano morire” e loro malgrado, dopo una sequela di colpi d’ascia, a questo si sono adattati, passano pure per idioti responsabili del non aver compreso le coordinate del disagio familiare in cui hanno gettato il loro figliolo.

Non basta, non funziona così. Sono milioni le famiglie normali che si arrabbattano quotidianamente con i valori a disposizione e con figli che poco o nulla hanno nella testa se non l’ultimo gadget tecnologico.

Perché uno di questi diventa un assassino? Un atto così estremo non è spiegabile attraverso le coordinate del conflitto familiare, dell’uso di sostanze, dell’utile che se ne può trarre. Tutti questi aspetti sono solo la crosta di queste vicende. C’è dell’altro, c’è la cattiveria pura, per la quale il male tuo è ben poca cosa se arreca a me anche solo il minimo beneficio. Ma la cattiveria da sola non basta, questa deve coniugarsi con qualcosa d’altro che nel nostro tempo è “essere senza tempo’. Voglio dire che questi giovani che danno forma al male vivono un tempo zavorrato nel presente che non diventa mai orizzonte, prospettiva. Anche il loro piano criminale ha difettato della qualità decisiva della prospettiva: efficace nel presente della mattanza, inconsistente nel futuro prossimo della tenuta degli alibi.

Ecco la miscela esplosiva: la possibilità del male – che nel più fondo del fondo appartiene a tutti – che duetta sul proscenio di un tempo che non si declina più con il futuro.

CR

PS per i miei lettori: questa esternazione del mio pensiero nasce da un’analisi dei fatti di cronaca che mi ha indotto a proporre una riflessione di carattere generale. Non è ovviamente una valutazione tecnica sugli autori del reato che non conosco e su cui nulla posso dire.

Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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