I fattori genetici nell’eziopatogenesi della depressione

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Vi sintetizzo una parte dei risultati di una ricerca condotta da Peter McGuffin e Margherita Rivera pubblicata sull’autorevole rivista psichiatrica World Psychiatry – Official Journal of the World Psychia-tric Association (Volume 14, Number 2′ June 2015).
La presenza di componenti genetiche nella depressione è stata verificata da studi sulle famiglie, sui gemelli e, in maniera meno estesa, da studi sulle adozioni. Le ricerche sulle famiglie hanno mostrato che i parenti di primo grado dei pazienti con depressione hanno, in media, un rischio tre volte più alto di sviluppare tale patologia rispetto a coloro che non hanno una storia in famiglia del disturbo. Nonostante le evidenze epidemiologiche della correlazione tra geni e malattia depressiva, gli studi sulle associazioni genetiche alla base della depressione hanno avuto meno successo di quelli relativi al Disturbo Bipolare, alla malattia di Alzheimer e alla Schizofrenia. Quindi, a oggi, anche se ci è nota l’influenza dei geni nell’espressione del disturbo depressivo non si è ancora riusciti a evidenziare in modo preciso le variazioni genetiche sottese alla depressione. Una spiegazione plausibile è che l’eterogeneità diagnostica ed eziologica della malattia depressiva richiede campioni di studio più ampi che permetta-no anche di controllare l’interazione tra fattori genetici e fattori ambientali.
Una considerazione importante e pratica che possiamo trarre da questa ricerca è che, se siete figli di genitori a cui è stata diagnosticato un disturbo depressivo e notate un modo di essere e sentire negativo che perdura da più di 15 giorni, è bene tenere in considerazione la possibilità che tale quadro di sofferenza emotiva possa anche essere espressione di un disturbo depressivo.

Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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