Esiste una correlazione tra consumo di pornografia, disfunzione erettile e aggressività di genere?

Mi è stato chiesto se è possibile che la pornografia concorra a sviluppare disturbi quali la disfunzione erettile o sia concausa dell’aggressività maschile. Per rispondere a questa domanda dobbiamo porne un’altra più precisa: come si traduce nei letti lo sdoganamento/legittimazione dei fantasmi sessuali trasgressivi delle donne? È, infatti, un’altra rivoluzione che si sta insinuando tra le lenzuola. Le donne nel recente passato hanno conquistato l’orgasmo, e schiere di uomini sono diventati ricercatori di orgasmi femminili costi quel che costi, anche la rinuncia del proprio piacere, se necessario.

Ma ora che le donne si stanno appropriando del diritto di usare il corpo del proprio compagno per farne oggetto della loro lussuria, come risponderà l’antico detentore del diritto di scomporre il corpo femminile in pezzi eccitanti? Ecco la vera domanda. La risposta è: in un parallelo aumento delle difficoltà di erezione, in tutte le fasce di età, contenuto a livello sociale da un uso estensivo e non terapeutico degli inibitori della fosfodiesterasi – Viagra e affini, per capirci.

L’uomo non ha ancora metabolizzato compiutamente il protagonismo sessuale della donna. Il maschio rimane ancorato nel suo sentire a un’immagine scissa della donna come madre, moglie e prostituta e quando, come sempre più spesso accade, la donna può psicologicamente smarcarsi da questa scissione impostagli dalla cornice culturale patriarcale, ciò intimorisce o infastidisce, disorienta e attutisce il sentire maschile.

L’esito è duplice, per un verso ci sono uomini che rinunciano alla loro autenticità sessuale per confacere alle aspettative sessuali della partner. Altri, sgomenti di fronte al desiderio femminile, che invade le lenzuola piuttosto che dover essere rincorso, perdono la capacità di erezione, poiché timorosi di non essere all’altezza delle aspettative, a un livello più superficiale, e indispettiti, a un livello più profondo, da una intollerabile emancipazione della compagna. Il risultato è la perdita dell’erezione. Certo il Viagra contiene l’espressione clinica del disturbo, consentendo erezioni che non eliminano tuttavia il conflitto di fondo tra i sessi che può, nei casi meno favorevoli, torcersi in una perdita del desiderio.

Sarei poi prudente nel fare affermazioni che enfatizzino una relazione diretta tra uso di pornografia e violenza. La questione è più complessa, intanto solo una minoranza di coloro che fanno uso di pornografia commettono aggressioni, questo perché un’aggressione sessuale è un comportamento a genesi multifattoriale che coinvolge fattori di natura psicologica, biologica, socioculturale e contestuale, non ultimo l’abuso di alcol e sostanze. Certo è che uomini con scarse abilità interpersonali e conseguente bassa autostima e capacità di gestire la propria emotività saranno particolarmente recettivi nei confronti di rinforzi culturali che diano delle donne un’immagine negativa, che rappresentino la superiorità del maschio o che contengano messaggi di tolleranza nei confronti della violenza, dello stupro e del senso di proprietà nei confronti di donne e bambini.

Indubbiamente questi temi corrono all’interno della pornografia, ma non sono sufficienti da soli a determinare abusi. Voglio dire che non bastano i rinforzi culturali ma è necessaria una vulnerabilità psicologica che si intersechi con eventi e fattori emotivi transitori perché si realizzi un abuso.

CR


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Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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