Depressione resistente: efficacia della esketamina intranasale

La combinazione di antidepressivi tradizionali con un nuovo trattamento intranasale potrebbe portare a benefici rapidi e prolungati per i pazienti con depressione resistente. Il nuovo trattamento consiste in una formulazione intranasale della ketamina, con la quale i risultati migliori in termini di durata della risposta si ottengono con i dosaggi da 56 ed 84 mg, come affermato da Ella Daly della Jannsen Research and Development, autrice di uno studio su 70 pazienti.

Questi due dosaggi dunque sono stati portati avanti agli studi di fase 3 che sono attualmente in corso. Si tratta degli studi TRANSFORM 1, 2 e 3 e SUSTAIN 1, 2 e 3, i cui risultati verranno resi pubblici nei prossimi mesi. Circa il 30% dei pazienti con depressione maggiore non risponde al trattamento. Per quanto in passato sia stata dimostrata l’efficacia antidepressiva dell’antagonista recettoriale dell’NMDA noto come ketamina, questo trattamento richiedeva la somministrazione endovenosa, il che riduceva la sua applicabilità nel contesto ambulatoriale.

La esketamina invece può essere somministrata per via intranasale e presenta una maggiore affinità con il recettore NMDA rispetto all’R-enantiomero. Nel 2013 l’FDA ha approvato l’impiego diretto di questo farmaco per il trattamento della depressione resistente, e nel 2016 questa indicazione è stata estesa a tutte le forme di depressione maggiore con imminente rischio di suicidio.

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Qui il link all’articolo da cui ha preso spunto la riflessione


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Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.