Cybercondria

Luci e molte ombre della rete. Chi, ipotizzando di avere un disturbo, non ha fatto la sua ricerchina su internet? Praticamente tutti quelli che sanno navigare. Eh sì, la rete è il nostro primo interlocutore medico e purtroppo, molto spesso, l’unico. I più esposti sono i soggetti ansiosi che si illudono di sedare le loro preoccupazione attraverso la ricerca compulsiva di informazioni.

Serve? No, perché le informazioni non hanno filtri e una può contraddire l’altra, soprattutto in ambito psichiatrico, dove su internet ogni argomento è trattato a partire da un modello comprensivo spesso non denunciato. Così troverete «esperti» che curano, per esempio, la depressione con le parole e altri con i farmaci. E voi invariabilmente seguirete coloro che meglio sanno parlare ai vostri pregiudizi. Il mio consiglio è: andate su internet solo dopo aver ricevuto una diagnosi sul vostro disturbo. In questo modo non dovrete impegnarvi nell’esercizio improbabile di essere medici di voi stessi, ma piuttosto a ricercare informazioni sul vostro disturbo, già, appunto, diagnosticato da un medico. Questo vi permetterà di perfezionare la conoscenza e i modi di gestione della malattia. E se qualcosa non capite, potrete chiedere delucidazioni al vostro dottore.

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Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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