Che cosa determina l’inizio di una psicoterapia?

 

Quando sentiamo l’esigenza di un aiuto psicoterapeutico? Quando decidiamo di rompere gli indugi e far parola a un altro competente della nostra minorità?

Ciò accade, di solito, quando i nostri comportamenti, i nostri modi di intendere e sentire sono soggetti a una sorta di incessante autorigenerazione, che ci coinvolge in scelte di vita, per lo più fallimentari, e in situazioni già precedentemente disapprovate.

Insomma, quando siamo costretti a prendere coscienza che qualcosa in noi si agita contro di noi. Qualcosa che abbiamo inutilmente tentato di domare ma che, al contrario, ci conferma la nostra inermità e impotenza.

Vi è un momento in cui, caduti per l’ennesima volta, capiamo che non siamo capaci di arrestare il diabolico meccanismo che ci porta a commettere gli stessi errori e a trovarci sempre nelle medesime situazioni. Ci pare, quasi, che un automa agisca per conto di noi, e quando percepiamo la nostra divisione solo allora ci pare che un terzo sia legittimato a entrare. Sì, per aiutarci a fare i conti con la ripetizione del “dispiacere” implicato nel sentirsi vittima di un incontrollabile che agisce dentro di noi. Ecco, questo è il momento in cui è matura la richiesta di una psicoterapia.

CR

 

Carlo Rosso

Medico, specialista in psichiatria, psicoterapeuta, sessuologo. Da anni studia e cura i disturbi dello spettro depressivo, bipolare panico/fobico, oltre ai disturbi d'ansia e alle disfunzioni del comportamento sessuale.

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